«Maltrattò i genitori per mesi e mesi», disposto giudizio immediato per 32enne

Vessazioni, minacce di morte oltre a violenze psicologiche e fisiche che hanno addirittura costretto due genitori anziani ad abbandonare la propria casa per sfuggire alla furia del figlio. Questa drammatica vicenda giunge da Oria, dove un 32enne del posto, M.G., già detenuto nel carcere di Brindisi, dovrà ora comparire in un’aula di giustizia. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Barbara Nestore, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Laura De Stradis, ha infatti disposto il giudizio immediato per l’imputato, accusato di maltrattamenti in famiglia, estorsione continuata, tentata estorsione e danneggiamento. Il processo prenderà il via il prossimo 25 maggio. L’imputato è difeso dall’avvocato Raffaele Pesce.

Le indagini hanno scoperchiato uno spaccato di degrado misto a terrore che si sarebbe protratto per mesi e mesi, culminato infine in una spirale di violenza a metà gennaio di quest’anno. Secondo l’accusa, l’imputato sottoponeva la madre e il padre a continue e pressanti richieste di denaro, arrivando a svegliarli nel cuore della notte per costringerli a ricaricare la sua carta prepagata. Di fronte ai rifiuti, il figlio andava su tutte le furie, distruggendo suppellettili, lanciando sedie e piatti, e prendendo a pugni le porte dell’abitazione fino a bucarle.

Le gravissime minacce rivolte ai genitori per estorcere poche decine di euro comprendevano insulti pesanti e frasi agghiaccianti come la promessa di ucciderli e dare fuoco a tutto. Una situazione divenuta insostenibile, tanto che dal 15 gennaio i coniugi sono stati costretti ad allontanarsi dalla propria abitazione e a trovare rifugio presso alcuni parenti, temendo fortemente per la propria incolumità fisica. La furia del giovane non si è però fermata alle mura domestiche.

Il 16 gennaio, l’uomo si è accanito contro l’attività commerciale gestita dalla famiglia prima forzandone la porta d’ingresso a calci in piena notte per rubare pochi gadget, e poi presentandosi nuovamente nel pomeriggio per pretendere ulteriori somme di denaro. Non avendo ottenuto nulla dai genitori ormai stremati e senza più contanti, ha distrutto a calci composizioni floreali e vasi all’interno del negozio, ribadendo le minacce di morte.

Nel mirino dell’imputato è finito anche uno dei fratelli, al quale sono stati inviati messaggi vocali in cui minacciava di sparargli in faccia e di ucciderlo con le proprie mani se non gli avesse consegnato 30 euro, un tentativo di estorsione fallito solo per la ferma opposizione della vittima. Questa spirale di terrore è stata interrotta il 23 gennaio con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ponendo fine, almeno per ora, a una drammatica vicenda di violenza intrafamiliare.

Ora si andrà dunque a giudizio immediato, ma l’avvocato Pesce potrà optare – ovviamente col consenso dell’assistito – per la richiesta di ammissione a riti alternativi e misure diverse rispetto a quella drastica della detenzione, a suo tempo resasi necessaria.

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