È braccio di ferro tra scuola e Comune sull’intitolazione dell’Istituto comprensivo unico: Federico II o Sant’Annibale

Sembra quasi di respirare un’aria d’altri tempi – si potrebbe dire medievale – tra le mura di Oria, dove una contesa di principio e ideali sta dividendo, di fatto, l’amministrazione comunale e il mondo della scuola sulla scelta del nome da dare all’istituto comprensivo, da quest’anno unico, della cittadina.

Da una parte si schiera il Consiglio d’istituto, guidato con determinazione dalla dirigente scolastica Luisa Pezone, che ha ufficialmente proposto di intitolare la scuola alla figura imperiale di Federico II di Svevia. Dall’altra parte siede la giunta comunale presieduta dal sindaco Cosimo Ferretti, che attraverso una recente deliberazione ha indicato una preferenza differente, manifestando una spiccata preferenza per la figura di Sant’Annibale Maria di Francia.

È una sorta di braccio di ferro che ricorda le celebri dispute letterarie tra il mondo laico e quello religioso – per intendersi alla don Camillo e l’onorevole Peppone – mettendo a confronto due visioni opposte della memoria storica e dell’identità locale.

Per la scuola la scelta del Puer Apuliae rappresenterebbe un omaggio naturale al legame indissolubile tra Oria e il suo castello svevo, un simbolo di cultura, integrazione tra popoli e sapere che ben si adatterebbe a una realtà educativa moderna. Federico II non è solo un nome sui libri di storia, ma l’anima stessa del patrimonio monumentale cittadino e del celebre torneo che ogni anno attira migliaia di turisti. Tuttavia, la giunta comunale sembra orientata verso una direzione più legata alla tradizione sociale e spirituale del territorio.

Sant’Annibale Maria di Francia, fondatore dei Rogazionisti e profondamente legato alla comunità oritana attraverso l’opera dei suoi religiosi, incarna per l’amministrazione un modello di dedizione verso gli ultimi e i giovani che meriterebbe il massimo riconoscimento pubblico.

Il documento prodotto dalla giunta il 31 marzo scorso sancisce formalmente l’apertura di questa complessa fase di consultazione, pur lasciando intendere che il parere dell’ente locale non sarà una semplice formalità burocratica.

Il sindaco Ferretti e i suoi assessori sottolineano come l’intitolazione debba riflettere valori condivisi e un’identità che vada oltre il prestigio storico, toccando le corde della sensibilità sociale della popolazione.

Nel frattempo, tra i corridoi della scuola e del municipio il dibattito si scalda: se da una parte si rivendica l’autonomia scolastica nella scelta dei propri simboli, dall’altra il Comune esercita il suo ruolo di custode della memoria cittadina.

La decisione finale, a quanto si apprende, non sarà condivisa. La sfida tra l’imperatore e il santo è apertissima, ma non è escluso che tutto alla fine resti così com’è: Secondo – Primo Istituto comprensivo di Oria non è un gran nome ma è quello derivato dall’unificazione – qualcuno lo chiama dimensionamento – delle due realtà scolastiche cittadine, che ora hanno una sola dirigenza anziché due.

In attesa di capire quale sarà il nome apposto sulla targa d’ingresso, è singolare come la scuola spinga nella direzione di una figura secolare qual è quella di Federico II, mentre l’amministrazione comunale verso una figura religiosa qual è quella di Sant’Annibale. Ad ogni modo, due personalità sicuramente meritevoli. Per carità.

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