Nuovo sviluppo nella battaglia legale tra la società Orm Ambiente s.r.l. e il Comune di Oria. Il Consiglio di Stato, con un’ordinanza pubblicata il 7 aprile 2026, è intervenuto sull’appello cautelare presentato dall’azienda contro l’ordinanza sindacale che, nell’ottobre 2025, ne aveva imposto la chiusura immediata.
Il provvedimento di chiusura, firmato dal sindaco Cosimo Ferretti dopo i sopralluoghi della polizia locale (al comando di Maria Teresa Saracino) e del Suap (diretto da Glauco Caniglia), era scaturito dalle continue proteste dei residenti per i miasmi sprigionati dall’opificio, specializzato nel trattamento di sottoprodotti di origine animale (Soa).
L’azienda, difesa dall’avvocato Fabio Patarnello, contesta l’esistenza di un’emergenza sanitaria, sottolineando la regolarità delle emissioni e il rischio occupazionale per i dipendenti in caso di stop prolungato. Di contro, il Comune, assistito dall’avvocato Francesco Baldassarre, difende la legittimità del fermo a tutela della salute pubblica.
I giudici di Palazzo Spada hanno rilevato che i dati forniti dall’ARPA erano datati (risalenti al 2023) e quindi non idonei a descrivere la situazione attuale. Tuttavia, è emerso un elemento chiave: l’iter per il rilascio dell’Autorizzazione unica ambientale (AUA) è ancora in corso presso la Provincia di Brindisi, che ha già richiesto adeguamenti strutturali all’impianto.
Per queste ragioni, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello ai soli fini processuali, rimandando la palla al Tar di Lecce con l’invito a fissare quanto prima l’udienza di merito. Sarà quella la sede definitiva per stabilire se l’azienda potrà riaprire o se le criticità ambientali confermeranno la chiusura dell’attività. Le spese legali di questa fase sono state compensate tra le parti.