Dalle assi di un palcoscenico amatoriale alle luci del grande cinema internazionale, il salto di Amalia Petronelli racconta il sogno di una giovane 20enne di Francavilla Fontana che ha vissuto otto giorni indimenticabili nel cuore della Puglia. Il set è quello blindato di Mel Gibson, impegnato nelle riprese del suo attesissimo film sulla risurrezione di Cristo, una produzione che ha trasformato l’oasi protetta di Torre Guaceto in una location fuori dal tempo.
Per Amalia, selezionata come “figurazione” (comparsa), non è stata solo una partecipazione professionale, ma un viaggio emozionante iniziato sotto una stella simbolica proprio il Venerdì Santo, quando ha ricevuto la conferma che avrebbe fatto parte del progetto. Quella data, così legata al precedente e celebre lavoro del regista, ha segnato l’inizio di un’avventura che le ha permesso di scoprire la complessità e la magia che si nascondono dietro la macchina da presa.
Nonostante i ritmi intensi e l’impegno richiesto da una produzione di tale portata, la giovane attrice ha potuto osservare da vicino la cura maniacale per ogni dettaglio e l’organizzazione millimetrica che caratterizzano il lavoro di un premio Oscar. Per chi è abituato al calore del teatro, trovarsi immersi nella realtà professionale del cinema ha rappresentato un momento di crescita unico e un onore difficile da tradurre in parole.
Pur nel rispetto della riservatezza imposta dal set, ciò che resta ad Amalia è la consapevolezza di aver preso parte a un pezzo di storia del cinema contemporaneo, un’esperienza che porterà con sé come il ricordo più prezioso di una primavera passata tra la natura incontaminata di Torre Guaceto e il genio creativo di Gibson.