Brindisi, un forte d’amare: il castello alfonsino tra grande bellezza e grande “monnezza”/VIDEO

forte-a-mare-brindisi-e-degradoSe nel corso dei secoli fosse stato maggiormente fruibile dai cittadini, probabilmente sarebbe diventato il simbolo stesso della città ancor più che il Monumento al Marinaio. E invece il castello alfonsino, anche noto come forte a mare, perla incastonata nell’isola di Sant’Andrea, è sì bellissimo, ma per ragioni ingiustificate è abbandonato a se stesso dal 2009, dopo un accurato restauro e un paio d’anni in cui era stato finalmente aperto alla cittadinanza.

Senza addentrarsi in diatribe istituzionali che coinvolgono Ministero della Difesa e Ministero delle Infrastrutture, Soprintendenza e Comune, si può certamente dire che il forte e la città di Brindisi non meritano una sorte del genere per il loro gioiello. Non meritano cancelli chiusi e porte serrate, non meritano l’incuria e il degrado, non meritano atti vandalici e razzie, ormai all’ordine del giorno.

Non dovrebbe essere nemmeno ipotizzabile, in un posto meraviglioso come questo, lo stridore tra la grande bellezza e la grande “monnezza” tutt’attorno.

Questo sostengono le 21 associazioni che ieri, domenica 23 marzo, durante la giornata Fai di primavera, cui nessun monumento del Brindisino ha aderito, hanno organizzato una passeggiata al castello di mare. Una passeggiata alla quale sono stati tanti i brindisini, e non solo loro, che hanno partecipato – troppi con l’auto fin davanti all’ingresso – perché sia chiaro alle istituzioni grandi assenti, a parte qualche mosca bianca, come il capoluogo tenga al suo forte.

Voltare pagina si può e si deve, ma il silenzio e l’indifferenza devono cessare. L’ha detto con forza il console del Touring Club Italiano per la provincia di Brindisi, Giuseppe Genghi, rimasto ieri mattina dall’inizio alla fine davanti ai cancelli d’ingresso a testimoniare l’impegno della “sua” associazione per forte a mare, stigmatizzando le assenze dei politici e di altre figure, pure importanti, dell’associazionismo brindisino.

Non importa, alla fine, se il sindaco e nessuno tra gli assessori si sia fatto vivo. Ciò che importa, ora, è che il castello alfonsino sia restituito alla comunità e riportato agli antichi fasti. Non si tratta, in fondo, di castelli in aria. Solo di un unico, splendido castello in acqua: un forte d’amare, appunto.

Eliseo Zanzarelli

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