«Offriamo lavoro, astenersi stranieri e meridionali», l’annuncio-shock di un’azienda fiorentina

annuncio razzistaSe siete stranieri, ma anche meridionali, sappiate che potreste non essere assunti proprio ovunque. Suscita discussione e comprensibile indignazione l’annuncio di lavoro pubblicato sul celebre portale specializzato “Kijiji” da un’azienda settentrionale, per la precisione di Firenze, che recita testualmente così: «Per prestigiosa Location nel centro storico cerchiamo banconieri settore enogastronomico, richiesta conoscenza del settore. Indispensabile conoscenza lingua inglese. Grande voglia e passione per il lavoro. NO STRANIERI O SUD ITALIA». La decenza, quella almeno, di non indicare il nome dell’azienda ce l’hanno avuta, peccato si tratti dell’unico accorgimento decente.

Una storia che farebbe anche ridere, se non fosse purtroppo tremendamente vera, e che riporta alla mente una scena del film premio Oscar di Roberto Benigni “La vita è bella”, quando Guido (Benigni) s’imbatte insieme con il figlio Giosuè in un cartello – affisso sulla vetrata di una bottega – che recita: “Vietato l’ingresso agli ebrei e ai cani”.

vietato-ingresso-ebrei-e-cani-benigniGiosuè allora chiede conto al padre di questa limitazione, e il padre – titolare di una libreria – cerca di sdrammatizzare le restrizioni imposte dalle leggi razziali in questo modo:
Giosuè: Perché i cani e gli ebrei non possono entrare, babbo?

Guido: Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là, c’è una ferramenta, no? Loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista, no? Ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico: «Si può entrare?», dice: «No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo». Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire, oh?

Giosuè: Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.

Guido: No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?

Giosuè: I ragni. E a te?

Guido: A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: «Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti». Oh! E mi hanno rotto le scatole ‘sti visigoti, basta eh!

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