Oria, referendum tra i sacerdoti: la Diocesi vende l’ex seminario di San Cosimo. Polemiche

L'ingresso dell'ex seminario
L’ingresso dell’ex seminario

L’ex seminario di San Cosimo alla Macchia, a Oria, è ufficialmente sul mercato. La decisione è stata presa nel corso di un incontro tra il vescovo, Vincenzo Pisanello, e i sacerdoti, ai quali è stato chiesto di partecipare a una sorta di referendum interno. Non sono mancate le polemiche e le tensioni, ma alla fine ha trionfato il fronte del “Sì”. L’immobile, che comprende anche un campo di calcio, una pista di pattinaggio, un teatro e una chiesetta, oltre a numerose aree a suo tempo pensate come centri di aggregazione e socializzazione, è quindi in vendita. Si parla di un interessamento da parte dell’attuale gestore – la cooperativa “Madre Teresa” di Torre Santa Susanna, cui fa capo la residenza socio-sanitaria per anziani oggi ospitata all’interno dell’ex seminario – che sarebbe pronto a versare nelle casse della Diocesi circa 2 milioni di euro.

Quando fu realizzato – nella seconda metà degli anni ’80 – il seminario rappresentava il coronamento di un sogno dell’allora vescovo Armando Franco, un sogno reso possibile anche grazie ai contributi pubblici e alle numerose offerte dei fedeli, che a migliaia aderirono all’iniziativa “Un mattone per il Seminario”. Lì nacque quindi il Ce.So.Cu.Spi. – Centro sociale culturale e spirituale -, che si sarebbe dovuto occupare di formazione dei nuovi sacerdoti, ma anche del resto: cioè, della promozione di incontri culturali, sportivi, ludici, ricreativi, ecc.
Un sogno, quello di monsignor Franco, durato poco, pochissimo, tanto da essersi trasformato, dopo il Giubileo del 2000, in una promessa non mantenuta: sindaco Cosimino Moretto e vescovo Marcello Semeraro, la sede del seminario fu trasferita nuovamente nel centro abitato di Oria, mentre il maestoso immobile di San Cosimo fu affidato – a condizioni vantaggiosissime – alla società “Madre Teresa”, condizioni economiche che all’epoca suscitarono non pochi malumori tra le forze politiche e gli stessi fedeli.
Una veduta aerea dell'ex seminario. Si notano il campo da calcio e la pista da pattinaggio
Una veduta aerea dell’ex seminario. Si notano il campo da calcio e la pista da pattinaggio

Ma non ci fu verso: così era deciso. E oggi si presenta una situazione analoga, con il clero che, nel corso di un incontro tenutosi prima di Pasqua, ha optato per la dismissione dell’allora seminario, la cui gestione diretta – pare – sarebbe diventata col passare degli anni sempre più onerosa. La questione, considerati i dissensi, è stata tenuta sotto la cenere fino a dopo le importanti festività religiose, perché esse non ne fossero in qualche modo inquinate. Ora, però, sulla scrivania del vescovo sarebbe arrivata un’offerta considerata allettante, ma sulla quale si starebbe trattando al rialzo: 2 milioni di euro, per l’appunto, senza contare tutti i risparmi che deriverebbero dalla cessione della struttura.

Se dovesse acquistarlo effettivamente un privato, l’ex seminario, che ne sarà stato degli accordi a suo tempo presi con Regione e Comune? Che ne sarà, anche da un punto di vista simbolico e spirituale, delle offerte dei fedeli  che avevano fortemente creduto e scommesso in quel sogno?

 

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