Francavilla, il senatore: «L’imprenditore-candidato obbliga i dipendenti a stare dalla sua parte». Il diretto interessato e i lavoratori smentiscono: «Qui da noi assoluta libertà». La parola ai protagonisti

di ELISEO ZANZARELLI

manifestazione ferrarese soavegel
Il manifesto-invito della discordia

Che la campagna elettorale sia entrata nel vivo, lo si nota da tante piccole, grandi cose. Soprattutto dagli attacchi frontali – qualcuno li chiama, forse a ragione, colpi bassi – che, quando manca ormai poco più di una settimana all’appuntamento con le urne, i candidati cominciano a scambiarsi.

Il rush finale per la corsa a castello Imperiali si apre con l’indice puntato dal sentore di Forza Italia Pietro Iurlaro contro il segretario cittadino del Nuovo Centrodestra Mimmo Bianco. Secondo il primo, l’imprenditore avrebbe obbligato i suoi dipendenti a presenziare alla manifestazione elettorale, tenutasi questa mattina presso l’azienda di famiglia, con protagonisti il candidato sindaco Domenico Attanasi (sostenuto anche da Ncd) e il candidato al Parlamento europeo Massimo Ferrarese.

Iurlaro attribuisce a Bianco “inquietanti modalità fantozziane” di fare politica. Un attacco che però il destinatario rispedisce al mittente in proprio e per il tramite di alcuni suoi dipendenti candidati in prima persona alle amministrative, ma in schieramenti opposti rispetto a quello del “padrone”. Maria Passaro, segretaria cittadina di Sinistra Ecologia Libertà, e Augusto Passiatore, figlio di Ninì, consigliere comunale uscente in quota Pdl, nonché candidato alle prossime amministrative nelle fila di Forza Italia e figura storica del centrodestra francavillese, smentiscono con forza il parlamentare forzista e assicurano: «Qui alla Soave e alla Soavegel non c’è e non è mai entrata la politica, ognuno di noi è libero di sostenere il partito che desidera».

Di più: a riprova della sua ispirazione liberale, Bianco pubblica su facebook – lo stesso social da cui era partita la reprimenda dell’avversario – un selfie che lo immortala sorridente proprio accanto a Passiatore, come a dire che il lavoro è un conto, l’orientamento di voto tutto un altro paio di maniche.

Ma procediamo per ordine.

IURLARO DIXIT

pietro iurlaro
Il senatore Pietro Iurlaro

Questo l’intervento a gamba tesa del senatore di Fi, pubblicato su fb e inviato agli organi di stampa:

«Una “chiamata” che riporta alle mente regimi dittatoriali è già grave di per sé. In campagna elettorale, poi, lo è ancora di più, perché lascia adito a domande che meritano una risposta.
Grave, in questo caso, è l’invito, che invito non è, che il candidato al consiglio Comunale Domenico Bianco rivolge “al personale tutto” della Soavegel, la sua azienda, “chiamato a recarsi presso la sala riunioni per l’incontro di presentazione della candidature del nuovo centro destra”. Interverranno lo stesso Bianco, il candidato sindaco e il “dott.” Ferrarese, anche lui candidato alle europee.
In un momento storico dove l’occupazione e il lavoro rappresentano un bene ancor più prezioso rispetto al passato, questa trovata, per altro pubblicizzata a suon di locandine e post su Facebook, oltrepassa i paletti del rapporto tra dipendenti e imprenditore, assumendo invece gli inquietanti contorni di un rapporto quasi fantozziano tra “sottoposto e padrone”, che lede i principi di libertà e democrazia.
Cosa accadrà a quel dipendente che, eventualmente, non vorrà partecipare all’incontro? O a chi, addirittura, deciderà di votare in completa autonomia per un altro partito e per un’altra coalizione?
Interrogativi che pesano come un macigno e che nessuna risposta di parte, che di certo non mancherà, potrà risolvere».

LA REPLICA DI BIANCO

MIMMO BIANCO BUONA
Mimmo Bianco

Questa invece la risposta di Bianco, prima come commento all’intervento sul social di Iurlaro, poi come stato del profilo (con tanto di selfie dimostrativo)

«Evidente il fatto che per lei il merito e la competenza sono parole sconosciute. Sono infatti solo queste le chiavi che permettono l’accesso e la permanenza nelle mie aziende. Comprendo che questo sia per lei di difficilissima comprensione, così come a nulla varranno le sue “segnalazioni” o quelle dei suoi segretari particolari, qualora prescindano da questi requisiti per me essenziali. Se solo avesse parlato con qualcuno dei miei collaboratori avrebbe scoperto che non abbiamo mai costretto o condizionato le loro scelte, mai, anche quando lei ha ritenuto chiedere il voto per se stesso in visita nella mia stessa Azienda. Se ne faccia una ragione, persone sane e nuove in politica comportano una riduzione dei consensi “storici”. A proposito circa l’uso strumentale che fa di un incontro avvenuto non a porte chiuse , ma appunto pubblicizzato proprio con lo scopo di evitare meschine speculazioni elettorali, chieda a quel collaboratore con me nel selfie di cui sopra, Augusto Passiatore, qual è il clima che si vive nelle mie Aziende… Senatore, come diceva il grande Totò’ , ma mi faccia il piacere!»

LA PAROLA AI DIPENDENTI 

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Il santino elettorale di Maria Passaro, segretaria cittadina di Sel e candidata al Consiglio comunale di Francavilla con il partito di Vendola

Maria Passaro (Sel): «Io e il dottor Bianco occupiamo posizioni agli antipodi nello scacchiere politico di Francavilla, ma posso con assoluta certezza dire di nutrire nei suoi confronti, e nei confronti della famiglia Bianco tutta, una stima assoluta: nei confronti di noi dipendenti non c’è mai stata, nel corso degli anni, alcuna pressione politica e anche alla manifestazione elettorale di questa mattina nessuno di noi era obbligato a partecipare. Chi ha voluto farlo, via ha preso parte: gli altri, o hanno continuato a lavorare o, se liberi dal lavoro, sono rimasti a casa o, magari, hanno partecipato ad altre iniziative politiche. La mia non vuole essere una difesa del datore di lavoro, ma il racconto della verità: tutti ricorderanno come, in occasione delle passate tornate elettorali, e in particolare delle scorse elezioni politiche, la Soave e la Soavegel abbiano ospitato eventi elettorali riconducibili a qualsiasi schieramento: dal centrosinistra al centrodestra, passando per il centro. Ricordo perfettamente come anche il senatore Iurlaro e l’onorevole Vitali abbiano sfruttato la sala convegni messa loro a disposizione dall’azienda. Credo che anche gli imprenditori, così come noi dipendenti, abbiano tutto il diritto di fare politica. Ribadisco il concetto: nei nostri confronti non ci sono state costrizioni o minacce e trovo che ogni polemica e sospetto in tal senso siano pretestuosi e strumentali. Ce ne fossero, a Francavilla, di aziende serie – sotto ogni punto di vista: dal rispetto, ai contratti regolari, alla trasparenza – come Soave e Soavegel».

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Il selfie che immortala l’impreditore Mimmo Bianco con Augusto Passiatore (figlio di Ninì, candidato al Consiglio comunale nelle fila di Forza Italia)

Augusto Passiatore (figlio di un candidato consigliere di Forza Italia): «Il senatore Iurlaro, che conosco, stimo e rispetto, avrebbe potuto semplicemente chiamarmi per chiedermi se, in qualche modo, noi dipendenti fossimo stati obbligati a partecipare alla manifestazione di questa mattina: se fosse stato vero, glielo avrei confermato tranquillamente. Così, però, non è stato e se io ho assistito agli interventi del dottor Bianco, del candidato sindaco Attanasi e del presidente Ferrarese è stato soltanto perché mi andava di farlo. Sia chiaro: ho mio padre candidato in Forza Italia e ovviamente voterò per lui, ma per curiosità mi sono affacciato e lo rifarei tranquillamente. La correttezza della famiglia Bianco, anche in ambito politico, non è in discussione: oltre a me, che ho mio padre candidato nella fazione opposta, e alla dottoressa Passaro, ci sono altri colleghi che hanno parenti candidati in partiti diversi da quello del nostro datore di lavoro, ma non per questo hanno mai subito ritorsioni o inviti a cambiare simpatia politica. Qui nessuno obbliga nessuno, siamo tutti liberi di scegliere come dev’essere la nostra vita al di fuori dell’azienda, che è solo un posto di lavoro in cui si lavora sodo. L’unica causa di licenziamento, come da qualsiasi altra parte, è il venire meno agli impegni lavorativi o il non portarli a termine così come richiesto».

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