Fisici bestiali, ma col trucco: 10 arresti, 74 indagati. Persino dopanti per cavalli nelle palestre del Brindisino e del Tarantino

doping-palestre-brindisi-e-tarantoTra le sostanze spacciate in palestra rientravano anche quelle che si usano per far ingrassare i cavalli: per questo dieci persone sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, mentre altre 64 sono sotto indagine sebbene a piede libero. L’operazione “Belzebù”, condotta dai Nas di Taranto a seguito dell’inchiesta coordinata dal sostituto Milto Stefano De Nozza della Procura di Brindisi, è scattata alle prime luci dell’alba di oggi, interessando numerosi nomi noti del mondo del body building nelle province di Brindisi e Taranto. Ai domiciliari sono finiti: Giuliano Bufano, 39enne di Mesagne; Giorgio Montinaro, 47enne di San Vito dei Normanni; Maurizio D’Errico, 46enne di Mesagne; Valter Cascarano, 34enne di Brindisi residente a Manduria (Taranto); Salvatore Pulli, 47enne di Veglie (Lecce); Gennaro Botrugno 41enne di Taranto ma residente a Faggiano (Taranto); Valentino Antonio Brescia 41enne di Manduria; Paolo De Vizzi, 40enne di Manduria; Antonio Marangi, 38enne di Pulsano (Taranto); Giosuè Caracciolo, 35enne di Taranto; Filippo Mascucci, 45enne di Palermo arrestato in flagranza nella sua città. Dovranno rispondere, a vario titolo, di: associazione per delinquere finalizzata alla vendita illegale di farmaci, ricettazione, falso ed esercizio abusivo della professione.

Le indagini sono partite nel 2011, coinvolgendo istruttori e titolari di palestre soprattutto nel Brindisino e  nel tarantino, ma anche nelle province di Bari, Lecce, Roma, Napoli, Palermo, Catania, Messina, Parma, Reggio Emilia e Ascoli Piceno, dopo una serie di malori accusati da culturisti e frequentatori abituali delle palestre: qualcuno tra loro è anche deceduto. Come, per esempio, il noto body builder 33enne di Livorno poi trasferitosi a Taranto, Daniele Seccarecci, stroncato da un infarto nel 2013. Questi aveva confessato di aver fatto regolarmente uso di steroidi. Suo discepolo era, secondo investigatori e inquirenti, Bufano, che prescriveva sostanze dopanti ai suoi allievi affinché ne aumentasse la massa muscolare e ne fosse accelerato il metabolismo.

Nell’ambito dell’inchiesta, è emerso anche come in alcuni casi si facesse ricorso a ricette mediche false per acquistare, pagando solo il ticket di pochi euro per acquistare farmaci costosi e pericolosi come quelli per la cura del nanismo, ma anche testosterone e quelli impiegati nel settore veterinario.

Farmaci pericolosissimi che andavano a comporre la dieta quotidiana degli atleti, con rischi altissimi per la loro salute, minacciata da potenziali danni all’apparato riproduttivo e a quello cardiovascolare, come dimostrano i numerosi casi di malattie e perfino decessi verificatisi nel corso delle attività investigative e istruttorie. Questa mattina, durante le perquisizioni e i sequestri nelle abitazioni dei 74 indagati, è stato trovato anche del nandrolone.

 

 

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