Processo Vantaggiato, il pm: «Confermare l’ergastolo, atto terroristico al Morvillo Falcone»

morvillo-falcone-giovanni-vantaggiatoSi attende la condanna di secondo grado per Giovanni Vantaggiato, l’imprenditore di Copertino che, il 19 maggio 2012, collocò e fece esplodere la bomba nei pressi del professionale Morvillo – Falcone di Brindisi. Il processo, incardinato presso la Corte d’assise d’appello di Lecce, è tuttora in corso nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola. Il sostituto procuratore generale Antonio Maruccia ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo, con isolamento diurno di 18 mesi, pronunciata in prima istanza dalla Corte d’assise: «La strage della scuola Morvillo-Falcone – ha detto nel corso della requisitoria il pm – fu un atto terroristico commesso anche per intimidire l’intera comunità infangando la memoria di eroi quali Giovanni Falcone e Francesca Morvillo», e ancora: «Questo signore ha pensato mesi e mesi a questo attentato. Lo ha preparato meticolosamente, fin nei minimi particolari. Ha applicato la sua intelligenza malvagia allo studio degli esplosivi. Li ha testati, fatti esplodere». Di qui la pesante aggravante del terrorismo. Vantaggiato, che con quel gesto del 19 maggio di due anni fa – confessato 18 giorni dopo – stroncò la vita della 16enne di Mesagne Melissa Bassi, rovinando per sempre anche quella di altre nove persone tra studenti e passanti, è stato anche riconosciuto responsabile di un altro attentato: quello del 24 febbraio 2008 a Torre Santa Susanna ai danni del torrese Cosimo Parato, suo ex socio in affari. Dalla vicenda di Parato, e dal mancato riconoscimento – a dire dell’imputato – di tutte le sue ragioni economiche a giudizio, nacque poi la furia vendicativa e omicida di Vantaggiato, culminata nei fatti del Morvillo-Falcone. Nell’aula di giustizia leccese sono presenti i genitori di Melissa, Massimo e Rita, accompagnati dall’avvocato di parte civile Fernando Orsini, e Selena Greco, compagna di Melissa e a sua volta rimasta ferita a seguito dell’attentato, che nel frattempo si è fatta tatuare sul braccio il nome della sua grande amica e la sua data di nascita.

La sentenza della Corte, presieduta dal giudice Rodolfo Boselli, è attesa per oggi, dopo appunto la requisitoria del pm e le arringhe finali dei difensori.

 

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