Turismo, i dati 2013 comune per comune: tiene la provincia di Brindisi, ecco chi sale e chi scende…

Se in linea generale la Puglia “tira”, e molto, in termini turistici, è soprattutto grazie a Salento e Gargano, con qualche lodevole eccezione diffusa a macchia di leopardo qua e là per il Tacco d’Italia: per la provincia di Brindisi, ad esempio, Fasano, Ostuni, Carovigno e Cisternino. Il Brindisino, in quanto ad arrivi e presenze turistici, ha fatto segnare nel 2013 un segno “più”, ma nulla di organico, dato che finanche il capoluogo e centri pure importanti, come Oria e Francavilla, sono addirittura fuori classifica. In calo anche Ceglie, uno dei paradigmi della gastronomia brindisina, che ha visto arrestarsi di botto una crescita costante cominciata nel 2006.

I dati sono quelli ufficiali elaborati da Regione Puglia – Ufficio statistica, PugliaPromozione – Osservatorio regionale del turismo), dati lusinghieri ma con numerosi, necessari “distinguo”. Sono cifre che si riferiscono allo scorso anno e che, quindi, potrebbero essere già desuete tra qualche mese, quando a consuntivo ci finirà il 2014.

Gli arrivi in provincia di Brindisi nell’anno 2013 sono saliti dell’11,56 per cento, mentre le presenze (chi arriva in provincia di Brindisi e qui si ferma a pernottare e a trascorrere le vacanze) del 12,74 per cento, più turisti italiani che stranieri (rapporto di circa tre a uno).

piazza ciaia fasano
Fasano

In soldoni, anzi, in euro, si tratta di 17 milioni in più rispetto al 2012, stando alle annotazioni del Consorzio turistico Apulia, che monitora il Brindisino. Bilancio positivo, anche se deve far riflettere il fatto che la parte del leone sia toccata a Fasano e Ostuni, comuni che da soli hanno attratto circa il 60 per cento dei visitatori. La percentuale restante? Spalmata, un po’ qui, un po’ là, senza picchi né baratri, ma certamente sarebbe potuto andare meglio.

Il boom di Fasano, città che quando ancora si discuteva di soppressione delle Province aveva optato per Bari, si spiega con i notevoli investimenti in agriturismi, masserie e strutture ricettive di lusso: è qui che si trova la maggiore concentrazione di 5 stelle dell’intera regione. Un modello destagionalizzato, dato che funziona – a quanto pare – dalla primavera all’autunno e che attrae molto gli stranieri facoltosi.

Ostuni
Ostuni

Ostuni non punta sul lusso, ma riesce comunque nell’intento di attrarre grazie alla notevole e qualitativa concentrazione di locali pubblici per tutti i gusti, godendo peraltro anche della vicinanza e dei collegamenti con Fasano. Da non sottovalutare, poi, qui l’incidenza delle marine, ormai conosciute in tutta Italia come habitué delle Bandiere Blu, premio per l’eccellenza del mare.

Cisternino
Cisternino

Più piccoli, però non meno ambiziose e, sotto certi aspetti, all’avanguardia, Carovigno e Cisternino hanno saputo convogliare nel 2013 circa 6milioni di euro in più rispetto al 2012 al netto dell’indotto (i soldi lasciati nelle attività del posto dai turisti), grazie a una crescita di circa 100mila presenze. Molto importante, anche in questo caso, la ristorazione tipica.

Carovigno
Carovigno

Ristorazione che, fino al 2012, era il fiore all’occhiello di Ceglie Messapica, comune che nel 2013 ha segnato un -35 per cento di arrivi e un -26 per cento di presenze: circa 700mila euro in meno di fatturato per le pur numerose e apprezzate strutture ricettive. Il motivo? Lo spiega il Consorzio Apulia: «…evidentemente concerti e rassegne non hanno saputo dare una spinta al turismo un po’ di nicchia finora raccolto dalla città che si era costruita nel tempo una identità’ precisa puntando su asset quali l’enogastronomia di qualità, la tranquillità del centro storico e della campagna, gli eventi enogastronomici e culturali costanti durante l’anno». Poi, l’ipotesi: «Forse tali nuove politiche di marketing turistico seppur nel lungo periodo hanno probabilmente spostato e forse disorientato i turisti affezionati».

Ceglie Messapica
Ceglie Messapica
Brindisi
Brindisi

Brindisi dovrebbe in teoria essere, noblesse oblige o quantomeno per popolazione e potenziali attrazioni, la regina della provincia della quale è capoluogo, invece non ne è la cenerentola solo, appunto, perché dotata delle infrastrutture: porto, aeroporto, stazione, ecc. Qui: -6,73 per cento di presenze, anche se sono aumentati gli arrivi, saliti del 3,58 per cento. Tradotto, sta a significare che sì, qui la gente ci arriva, ma poi si sposta a stretto giro.

San Vito dei Normanni
San Vito dei Normanni
Mesagne
Mesagne

Cala anche San Vito dei Normanni, mentre gli altri centri – alcuni dei quali pure un tempo affascinanti e popolari per diversi motivi, si pensi a Oria, Mesagne e Francavilla Fontana – non sono neppure classificati: senza infamia né lode, in sostanza.

Oria
Oria

Niente da segnalare, calma piatta. Oggi come oggi, contribuiscono soltanto, grazie all’assenza di debacle clamorose e non a particolari meriti, a confermare il dato complessivo pugliese e brindisino, che nonostante tutto tiene e fa registrare una freccia in su. Non è andata male, ma può andare molto meglio.

Francavilla Fontana
Francavilla Fontana
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