Francavilla, Giudice di pace, gli avvocati contrari, ma l’amministrazione è convinta: «Lo chiudiamo, troppe spese»

GIUDICE DI PACE GENERICOSono soprattutto gli avvocati a schierarsi contro l’idea della nuova amministrazione di Francavilla di sopprimere, contro la deliberazione del precedente Consiglio comunale, l’ufficio del Giudice di pace, dopo che la città ha perso già a causa della spending review statale la sede distaccata del Tribunale di Brindisi. E sono principalmente gli avvocati che militano nel centrodestra a levare gli scudi, dicono nell’interesse dei cittadini che, nel caso fosse soppresso il Giudice di pace, dovrebbero sopportare maggiori costi nel richiedere giustizia a Brindisi. Il sindaco Maurizio Bruno sembra però determinato: «Nessuno dei Comuni interessati manterrà il Giudice di pace perché sarebbe semplicemente un salasso per le casse pubbliche: poi magari si riesce pure ad arginare il fenomeno delle liti temerarie, promosse anche in danno del Comune». Il dado sembra tratto, ma nel frattempo sono in tanti a schierarsi contro la soppressione:

Così, ad esempio, l’ex assessore al Contenzioso nella giunta della Corte e oggi consigliere comunale di Forza Italia, Antonio Andrisano:

Antonio Andrisano, consigliere comunale più suffragato del centrodestra
Antonio Andrisano, consigliere comunale più suffragato del centrodestra

Il mantenimento e la conservazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Francavilla Fontana e’ una questione che attiene alla tutela ed al prestigio di un intero territorio e, soprattutto, al diritto di chiedere ed ottenere giustizia dei suoi abitanti. E’ innegabile che la soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace comporterà un aumento del costo della giustizia che inciderà e pregiudicherà il singolo cittadino». Poi Andrisano cita il grande giurista Calamndrei: «”La legge è uguale per tutti” è una bella fase che rincuora il povero quando la vede scritta sopra la testa dei giudici sulla parete di fondo delle aule di giustizia; ma quando si accorge che, per invocar l’uguaglianza della legge a sua difesa, è indispensabile l’aiuto di quella ricchezza che egli non ha, allora quella frase gli sembra una beffa alla sua miseria”».

carmen saponaro
Carmen Saponaro

Questa, invece, la posizione di Carmen Saponaro, altro avvocato di Forza Italia:

«La scelta di rinunciare agli Uffici del Giudice di Pace nella mera ottica del risparmio, si scontra con il dovere, da parte di ogni sindaco che si rispetti, di anteporre alle logiche ragionieristiche le esigenze dei cittadini. Siano essi semplici utenti a caccia di giustizia piuttosto che i professionisti del territorio. La rinuncia, ormai ufficializzata dalla nuova amministrazione, si scontra, anche, con quanto votato all’unanimità (e quindi anche dal centrosinistra) in uno degli ultimi consigli Comunali dell’era della Corte. Voto poi ripreso, in termini assolutamente positivi, dal commissario straordinario Maria Rita Iaculli e altri Comuni limitrofi. Si scontra, infine, anche con le promesse elettorali di qualcuno, che prospettava una Città capace di offrire più e migliori servizi.

Mi chiedo, allora, quale servizio al cittadino possa essere più alto e indispensabile di un forte presidio di giustizia destinato a scomparire per una volontà che sembrerebbe nascondere  forti connotazioni dittatoriali, per altro poco lungimiranti e ben poco motivate».

Michele Iaia
Michele Iaia

Questo il punto di vista di Michele Iaia, avvocato ed ex candidato sindaco per Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale:

«Parte con il piede sbagliato l’amministrazione comunale sulla vicenda relativa alla chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace. L’intenzione del governo di città è quella di rinunciare ad un presidio di giustizia presente da sempre nella nostra città. Prendo inoltre atto di una non meglio precisata riunione informale voluta dal Sindaco, che ha invitato gli avvocati che siederanno in consiglio comunale dopo la proclamazione. Rilevo che un tema che incide fortemente sulla storia del nostro territorio, sulle dinamiche sociali ed economiche del territorio e sul funzionamento della giustizia vada affrontato con un maggiore coinvolgimento, ascoltando tutte le forze politiche, la categoria forense (e senza che da ciò ne derivi un incontro corporativo) e non con le modalità adottate dall’amministrazione per nulla coniugabili con i più elementari e minimali percorsi di partecipazione e di confronto. Sottolineo, qualora ce ne fosse bisogno, che l’Ufficio del Giudice di Pace rende un servizio a tutta la città, a tutti i settori del mondo del lavoro, alla comunità non solo francavillese. Mi auguro fortemente che l’amministrazione si attivi in queste ore per prorogare la decisione, approfondendo la discussione, con il giusto e dovuto coinvolgimento degli interlocutori politici, sociali e del mondo delle professioni. Il tutto per difendere il diritto e la domanda di giustizia».

Nei giorni scorsi, contro l’ipotesi di cancellare il presidio di giustizia francavillese si erano schierati anche gli avvocati Luigi Galiano (Nuovo Centro Destra) e Cesare Epifani (Forza Italia di Ceglie Messapica).

In seno all’amministrazione comunale di centrosinistra, che pure annovera la presenza di altri legali al suo interno, soltanto l’assessore nonché civilista Stefano Voccoli ha espresso parere contrario alla chiusura dell’ufficio.

 

 

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