Giornalista in carcere, rinviato a giudizio l’ex deputato Luigi Vitali: “Sono sereno. Accuse infondate”

Luigi Vitali Forza Italia Brindisi

Se fosse stato eletto fra i banchi del Consiglio superiore della Magistratura, oggi assisteremmo a un nuovo polverone politico-giudiziario di portata nazionale, probabilmente più turbolento di quello scatenatosi esattamente un mese fa con la sua candidatura al Csm. L’ex deputato di Forza Italia Luigi Vitali, che il Movimento 5 stelle e parte del Pd non hanno voluto al fianco del Capo dello Stato perché indagato a Napoli a Palazzo dei Marescialli, è stato rinviato a giudizio questa mattina proprio a seguito dell’inchiesta avviata dalla Procura partenopea, costatagli l’ambitissima poltrona. Secondo l’accusa il politico di Francavilla Fontana avrebbe consentito l’ingresso in carcere, spacciandola per propria collaboratrice con rapporto stabile e continuativo, della concittadina giornalista free lance Annalisa Chirico – imputata a propria volta – nel carcere di Poggioreale, nel capoluogo campano. I fatti si sarebbero verificati il 24 ottobre 2011, quando Vitali e Chirico avrebbero compilato all’ingresso della casa circondariale partenopea il modulo predisposto dall’amministrazione penitenziaria.

Annalisa Chirico
Annalisa Chirico

I due saranno ora processati per falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici e falsa attestazione o dichiarazione di un pubblico ufficiale sull’identità o le qualità professionali proprie o altrui: contestazioni sulla base delle quali il procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli aveva chiesto lo scorso 6 giugno quel rinvio a giudizio, ottenendolo oggi dal gup. E non è questo l’unico processo che pende sul capo dell’ex inquilino di Montecitorio, già imputato, insieme con metà Consiglio comunale in quota centrodestra a Francavilla durante la scorsa amministrazione, in quello sull’affaire nuove farmacie nella sua città. Qui la nuova udienza dinanzi al Tribunale di Brindisi in composizione collegiale è fissata per il prossimo 4 novembre. Il dibattimento a Napoli invece si aprirà esattamente fra un anno: il 5 ottobre 2015. Lui, incassato il colpo, ostenta tuttavia grande tranquillità: “Il bene trionfa sempre sul male – commenta interpellato in merito da Lo Strillone – Sono assolutamente sereno e convinto di dimostrare l’infondatezza delle accuse”.

Emilio Mola

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