“L’Europa siamo noi”, non solo gioco per i bimbi del terzo Istituto comprensivo

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È questo lo slogan del progetto “Europa in… gioco” della Scuola dell’Infanzia del 3° Istituto comprensivo “De Amicis – S. Francesco” di Francavilla Fontana. Giovedì 9 giugno nell’anfiteatro della villa comunale si è svolta, alla presenza del dirigente scolastico dottor Francesco Dell’Atti e del direttore dei servizi generali e amministrativi dottor Guido Forleo, una manifestazione spettacolare: protagonisti, i bambini di 4 e 5 anni che hanno sfilato con le bandiere degli stati europei sulle note dell’Inno alla Gioia. Ogni plesso ha rappresentato una nazione e proposto un gioco che metteva in risalto i costumi di quel popolo. Il momento più suggestivo si è avuto quando tutta la platea, nonni e genitori insieme ai piccoli, ha cantato l’inno d’Italia; i bambini erano composti e seri, consapevoli del momento solenne e hanno emozionato un po’ tutti.

I piccoli si sono impegnati nei percorsi ed hanno dimostrato di aver consolidato gli schemi motori di base, di saper rispettare le regole, ma soprattutto di sentirsi partecipi di un gruppo. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato l’esperta di attività motorie Luciana Andriulo, l’insegnante di danza Antonella Valente e la docente di lingua inglese prof.ssa Marina Urso.

Le cose che più hanno meravigliato gli adulti sono stati lo spirito di squadra e la serietà con cui i piccoli hanno gareggiato. La scenografia, i monumenti principali d’Europa, costruita dalle maestre, con la partecipazione attiva dei bambini più grandi, che hanno dipinto il mulino a vento dell’Olanda e la tour Eiffel nel laboratorio grafico-pittorico, era imponente. Il momento più divertente è stato, invece, quello dei saluti nelle varie lingue sulle note degli inni nazionali dei diversi Stati.

L’approccio alle lingue straniere, infatti, per i piccoli è quasi spontaneo e naturale. Le coordinatrici del progetto M. Rosaria Mauro e Rosa Perricelli hanno affermato che all’inizio erano un po’ perplesse nel proporre ai bambini un argomento come quello dell’Unione Europea, in quanto troppo difficile e astratto, mentre invece i piccoli hanno risposto in maniera entusiasmante, si sono interessati e hanno imparato tutto con naturalezza e semplicità.

Ovviamente la metodologia prevalente è stata quella del gioco, risorsa da sempre privilegiata di apprendimento e relazione. La scuola dell’infanzia rappresenta la prima “palestra” dove i temi dei diritti e dei doveri, della cittadinanza, del funzionamento della vita sociale vengono affrontati concretamente, attraverso esperienze che offrono la possibilità di sperimentare direttamente forme di cooperazione in un clima nel quale la condivisione è incoraggiata attraverso la libertà di espressione e in cui è favorita la partecipazione.

Il percorso ha consentito ai bambini di sviluppare l’identità personale e il senso di appartenenza ad una comunità sempre più allargata, fino a sentirsi cittadini europei, imparando ed assumendo come valore la reciprocità e il rispetto, presupposti indispensabili per una convivenza civile e democratica.

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