Consiglio “aperto” sul campo da golf: tra sì, no e forse. All’amministrazione il progetto piace

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Francesca Distante, Comitato Ambiente e Territorio
Francesca Distante, Comitato Ambiente e Territorio

Una sorta di golf-day quello andato in scena dal primo pomeriggio alla tarda serata di ieri, 22 settembre, a Francavilla Fontana: prima la conferenza stampa da parte della società proponente “Cavallo Francesco e Figlio Srl”, poi il Consiglio comunale “aperto” alla partecipazione di associazioni a vario titolo interessate alla questione del campo che, con annessi club house e insediamenti edilizi, potrebbe sorgere in zona Betania, contrada Carlo Di Noi Superiore. Un Consiglio comunale, questo, fortemente voluto dall’amministrazione, che è servito soprattutto a sapere chi è pro e chi contro la nascita della struttura.

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Fabio Cristofaro, Comitato Ambiente e Zoofilia

Sostanzialmente tre i “no” degli esterni: quello netto espresso, a nome del Comitato Ambiente e Territorio, da Francesca Distante; quello condizionato – al rispetto del protocollo sottoscritto a livello nazionale con la Fig (Federazione italiana golf) – espresso per Legambiente da Giuseppe Ponzini; quello, anch’esso senza “ma” e senza “se”, opposto da Franco Solazzo (Cgil).

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Giuseppe Ponzini, Legambiente

Ci sono poi state delle posizioni più orientate verso il sì da parte di Antonio De Franco (Mab – Nuova Cittadinanza) e di Pierangelo Argentieri (Federalberghi, assente, che però ha inviato una nota), un sì il suo subordinato fondamentalmente all’eco-sostenibilità dell’impianto. Angelo Candita (Confederazione italiana liberi agricoltori) invece si è detto possibilista ma solo a patto che il campo da golf funga da volano per il rilancio e lo sviluppo dell’agricoltura locale e che le stesse prerogative dell’opera siano poi concesse alle strutture agricole.

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Francesco Pepe Milizia, Consorzio Imprese Riunite

Gli altri sono stati dei “sì” convinti: si può e si deve fare per Fabio Cristofaro (Comitato Ambiente e Zoofilia), per Francesco Pepe Milizia (presidente del Consorzio imprese riunite), per Emanuele Sternativo (presidente Cna provinciale) e per Alessio Incalza (Confartigianato). Il totale – per il valore e l’effettiva rappresentatività che possa avere – fa: sei a tre per i favorevoli.

Emanuele Sternativo, CNA
Emanuele Sternativo, CNA

I pareri, pur autorevoli, dei rappresentanti del mondo associazionistico sono stati ascoltati, ma non hanno influenzato il dibattito tra le forze politiche. Netti e motivati i “no” da parte dell’ala sinistra della minoranza (Sel per bocca di Maria Passaro e Luigi Fanizza, Prc per il tramite di Emanuele Modugno), un maggiore possibilismo per quanto scettico – accompagnato da riserve sulla gestione politico-amministrativa della vicenda – invece da parte del centrodestra (con gli interventi dei vari consiglieri Euprepio Curto, Ppi, Gianni Capuano, Lppdt, Mimmo Bungaro, Fi).

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Alessio Incalza, Confartigianato

Diversificate le posizioni anche in seno al Pd: il capogruppo Marcello Cafueri nei giorni scorsi ha già esternato la propria orientativa contrarietà, così come ha fatto nel corso del Consiglio comunale Angelo di Noi. Più favorevole che no, invece, Raffaele Pappadà.

Si è riservato la conclusione l’assessore ai Lavori pubblici Tommaso Resta, ritagliandosi quello spazio finale che solitamente tiene per sé il sindaco Maurizio Bruno. In sostanza, Resta ha detto che nessuna amministrazione comunale può opporre a priori contrarietà fondate sul rispetto delle tradizioni di fronte a un imprenditore che si presenta con un progetto da dieci milioni di euro pronti a essere investiti sul territorio.

Angelo Candita, Confederazione Italiana Liberi Agricoltori
Angelo Candita, Confederazione Italiana Liberi Agricoltori

Ha inoltre elogiato l’atteggiamento della sua maggioranza e, in particolare, del suo partito (il Pd) i cui esponenti hanno liberamente e senza remore espresso la propria personale opinione sia in un senso che nell’altro. Ha poi, in estrema sintesi, riferito che sì, egli in prima persona e la stessa amministrazione comunale guardano al progetto – così come presentato sulla carta – in modo tendenzialmente positivo, poiché è riportata nero su bianco l’intenzione di non incidere, se non in minima e sostenibile parte, sulle risorse naturali e paesaggistiche del territorio.

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Francesco Solazzo (Cgil)

Se poi dal progetto agli eventuali fatti – ha lasciato intendere – quelle intenzioni non dovessero concretizzarsi, sarebbe un altro paio di maniche. In ogni caso – ha spiegato – a monte c’è pur sempre il rispetto di leggi e regolamenti, giacché sarebbe sorta una questione di carattere pregiudiziale: siccome, inevitabilmente, un’opera di tale importanza ed estensione (112 ettari) inciderebbe, eccome, sull’assetto urbanistico e non sono ammesse modifiche al Piano di fabbricazione vigente per un simile insediamento produttivo, ecco che sorge un problema serio. Le eventuali modifiche sarebbero anche possibili, ma soltanto sull’adottando – e poi approvando – Pug, e se ne dovrebbe ridiscutere dunque in Consiglio comunale, oltre che in Regione.

Maria Passaro, presidente del Consiglio comunale (Sel)
Maria Passaro, presidente del Consiglio comunale (Sel)

Nel corso della seduta, oltre alle recriminazioni dei contrari, è emersa un’altra questione che, alla lunga, potrebbe rivelarsi un ostacolo: Giuseppe Argentiero, imprenditore agricolo e conduttore – fino al 2018 – di un fondo di circa 100 ettari in contrada Carlo di Noi Superiore, intenderebbe esercitare il suo diritto di prelazione per acquisire una consistente parte dei terreni sui quali dovrebbe sorgere il campo da golf e si è già mosso per le vie legali in tale direzione.

Raffaele Pappadà (Pd)
Raffaele Pappadà (Pd)

Insomma, tra favorevoli, contrari e possibilisti – dopo che la questione campo da golf è stata per prima sollevata dallo Strillone (era il 25 settembre 2015 e la politica, tutta, e la cittadinanza ancora sonnecchiavano) – l’iter si preannuncia ancora lungo e irto di trappole e discussioni, più o meno appassionanti.

Eliseo Zanzarelli

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