L’esperimento video: le matite del referendum erano davvero cancellabili?

Ma le matite del referendum erano davvero cancellabili? Si sa come ieri, specie a seguito della denuncia/provocazione/promozione del cantante Piero Pelù, si sia scatenata in tutta la Penisola una sorta di psicosi per il sospetto di preferenze facilmente modificabili.

Come già scritto ieri, un caso dubbio si è verificato anche a Francavilla Fontana, dove una sezione è rimasta chiusa per circa 40 minuti dopo l’eccezione sollevata da un elettore.

Lo Strillone ha così voluto condurre una prova “sul campo” o, meglio, in sezione per verificare la fondatezza dei sospetti. A scrutinio terminato e previa autorizzazione del presidente di seggio, ieri notte ci siamo fatti prestare una delle matite blu fornite dal Ministero dell’Interno e abbiamo tracciato alcuni segni – simulando anche una partita a Tris – su di un foglio bianco e poi abbiamo cancellato gli stessi con una delle gomme in dotazione allo stesso seggio.

L’esito dell’esperimento lo potete osservare direttamente coi vostri occhi: effettivamente, i tratti della matita si cancellano. Ma non è una scoperta clamorosa. Da che mondo è mondo, le matite sono per definizione cancellabili, e quelle del Ministero non fanno eccezione. Tuttavia, la matita in questione è un particolare tipo di matita – cosiddetta matita copiativa, composta da grafite e altri elementi chimici – indelebile, nel senso che il suo tratto può essere eliminato soltanto per abrasione.

E, infatti, osservando il filmato, ci si rende conto come da un lato resti il segno, dall’altro esso possa essere rimosso solo, in qualche modo, consumando (abradendo) il foglio. Inoltre, le schede elettorali sono stampate su di un particolare tipo di carta che valorizza le caratteristiche della matita copiativa: una carta ruvida e spessa, che assorbe meglio il tratto della matita e che non lo lascia trasparire dall’esterno una volta richiusa e imbucata nell’urna.

Insomma, a quanto pare, nessun mistero né nulla di nuovo sotto il sole. E, soprattutto, nessuna traccia di complotto. Il fatto che alla fine, ieri, abbia trionfato il NO ha probabilmente smorzato le polemiche.

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