Obama e Michelle scelgono Castello Imperiali per le loro nozze d’argento

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Il 3 ottobre di quest’anno, l’ex presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama e sua moglie Michelle festeggeranno i 25 anni di matrimonio e sembra intendano celebrare le nozze d’argento proprio in Puglia. Se la prossima estate il presidente in carica Donald Trump e sua moglie Melania potrebbero scegliere Fasano per una tappa delle loro vacanze, in autunno potrebbe essere la volta del suo predecessore e dell’ex first lady a Francavilla Fontana. In particolare, a Castello Imperiali.

Nei mesi scorsi – a quanto si è appreso – l’entourage degli Obama ha preso contatti con Antonio Andriulo, factotum del Comune, per sondare il terreno e per organizzare – in gran segreto – una prima visita da parte di Barack e Michelle nella Città degli Imperiali. Una visita che c’è effettivamente stata nel pomeriggio di domenica scorsa, presenti Andriulo e solo alcuni tra i rappresentanti dell’Amministrazione selezionati tra quelli più riservati.

Siccome però sembrava eccessivamente sgarbato escludere sia il sindaco sia il suo vice, alla fine si è raggiunto un compromesso e sono stati ammessi tra i ciceroni anche Maurizio Bruno e Luigi Galiano. Ma a una condizione: niente selfiepost, ovviamente per questioni di sicurezza, considerata anche l’allerta terrorismo. Gli uomini della scorta, per essere ancora più tranquilli, hanno temporaneamente sequestrato i loro smartphone per evitare che pubblicassero tutto su facebook in tempo reale.

Gli Obama hanno quindi perlustrato, a porte chiuse, tutte le sale del monumento simbolo francavillese e, man mano, Sandro Rodia ne ha raccontato loro la storia, mentre Andriulo non si è risparmiato un piccolo accenno al suo cavallo di battaglia: il mistero del fantasma. Un particolare che sembra aver affascinato i coniugi, già estasiati dal pregio complessivo dell’immobile, che hanno anche chiesto se fosse poi possibile utilizzare l’atrio del Castello per un piccolo rinfresco a base di specialità culinarie e dolciarie del posto. Il sindaco ha annuito e, furbescamente, ha chiesto indietro il cellulare per cominciare ad avvisare Gibbone, ma quelli della scorta l’hanno guardato storto e non ci sono cascati. «Be patient», tempo al tempo, gli hanno detto.

Dopo un paio d’ore, trascorse perlopiù con gli occhi sgranati dinanzi a cotanta bellezza, Barack pare abbia chiesto notizie di uno più abbronzato di lui: «Where’s that man more tanned than me?». Ma nessuno ne ha colto l’ironia né saputo rispondere neanche quando ha cercato di spiegarsi: «Yes, Belusconi’s friend…». Solo in un secondo momento si è sospettato che forse poteva riferirsi al segretario provinciale di Forza Italia Antonio Andrisano, che però era fuori per impegni istituzionali improrogabili: riqualificazione del ciuffo.

Si è infine passati alla fase dei saluti, con gli illustri ospiti in incognito che – grati per l’accoglienza, ma dispiaciuti per non potersi trattenere oltre e ammirare i pappamusci – si sono prodotti in uno sforzo linguistico non indifferente congedandosi così: «Shtativi bbuene, ni vitimu toppu la Matonna».

 

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