Scaduti i termini della custodia cautelare, torna libero il sindaco di Erchie

giuseppe margheriti

Sono scaduti i termini della custodia cautelare (ai domiciliari) e da oggi il sindaco di Erchie Giuseppe Margheriti è tornato in libertà, sebbene resti comunque indagato per corruzione. Il primo cittadino, tuttora in carica ma sospeso d’ufficio dal prefetto di Brindisi, era stato arrestato il 4 luglio scorso dalla polizia, insieme col suo ex vice Domenico Margheriti, perché accusato di aver intascato una tangente da 80mila euro in relazione a un appalto per l’infrastrutturazione primaria della Zona Pip lungo la strada per San Cosimo alla Macchia. L’avvocato Raffaele Missere, del Foro di Brindisi, il 5 ottobre aveva chiesto al gip di rimettere in libertà il suo assistito poiché erano trascorsi tre mesi dal giorno in cui gli era stata notificata l’ordinanza del gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (nell’ambito di un’inchiesta in ambito Scu avviata nel Tarantino). Le conversazioni che riguardano Margheriti sono antecedenti alla nuova normativa anticorruzione (in vigore dal 6 novembre 2012) e, dunque, secondo il principio del favor rei, il sindaco deve poter beneficiare delle condizioni più favorevoli della precedente normativa. I reati ipotizzati a carico di Margheriti risalgono, difatti, al mese di ottobre 2012 (e dunque, come stabilito dalla normativa dell’epoca, custodia cautelare di tre mesi in caso di pena edittale massima di sei anni di reclusione). Nel frattempo, la pubblica accusa non ha chiesto per lui né il rinvio a giudizio né il giudizio immediato, quindi sono decorsi i termini. Circostanze che Missere ha fatto notare al gip, il quale, acquisito il parere favorevole del pubblico ministero presso la Dda di Lecce, oggi ha disposto che l’amministratore tornasse libero. L’altro Margheriti, ex vice e sfidante di Giuseppe alle ultime amministrative, era stato scarcerato già il 26 luglio, dopo essersi dimesso dalla carica di consigliere comunale.

 

 

 

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