Stadio, i motivi del ricorso: un disguido tecnico all’origine del contenzioso che rallenterà inizio e fine dei lavori

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Ci sarebbe stato un disguido di natura tecnica all’origine del ricorso al Tar presentato dalla “Saporito Garden Arl” di Melito di Napoli – in Associazione temporanea d’imprese con “Titania Costruzioni Srl” – riguardo la gara per i lavori di adeguamento dello stadio comunale “Giovanni Paolo II” di Francavilla Fontana (importo complessivo di oltre un milione di euro): oggetto del contendere è una delle buste inviate per via telematica. Il legale che assiste l’impresa campana – Mario Caliendo – ha messo tutto per iscritto tra i motivi dell’impugnazione. Un’impugnazione con la quale si chiede l’annullamento di ogni atto del procedimento amministrativo seguito da Comune di Francavilla Fontana e Stazione unica appaltante della Provincia di Brindisi e che ha condotto all’aggiudicazione dei lavori alla “Anacleto Longo Srl” con sede a Poggiardo (Lecce).

In particolare, la “Saporito Garden” sostiene di essere stata esclusa a causa del formato di uno dei file inviati: entro il 28 febbraio, e dunque entro i termini previsti dal bando, la cosiddetta “busta amministrativa” fu compressa e spedita in .rar e non in .zip; un’estensione del file, questa, che avrebbe creato problemi alla commissione (o alla piattaforma) nell’aprire correttamente l’allegato.

Quello stesso giorno (il 28 febbraio), però, la Stazione unica appaltante inviò via PEC a “Saporito Garden” conferma della partecipazione alla gara. Successivamente, a sorpresa, ecco l’esclusione in quanto “non risulta caricata la busta amministrativa”. Di qui, dunque, la decisione della “Saporito Garden” di ricorrere contro Comune, Provincia e impresa aggiudicataria (“Anacleto Longo Srl”).

L’offerta della “Saporito Garden” – peraltro, si specifica – è poi risultata anche più vantaggiosa per via di un ribasso proposto del 31,8397 per cento, a fronte del 31,796 per cento della “Anacleto Longo” (poi decretata vincitrice).

Senza il presunto intoppo del formato, insomma, l’esito della procedura avrebbe potuto essere diverso. Ciò, almeno, è quanto sostiene la stessa impresa ricorrente, che ha invocato dapprima la sospensione cautelare, poi l’annullamento di ogni documento prodotto nel corso del procedimento amministrativo sin qui seguito.

La pendenza del ricorso comporterà inevitabilmente un dilatamento dei tempi di realizzazione e consegna dell’opera, con la Virtus Francavilla Calcio che potrebbe rischiare di dover affrontare, o almeno cominciare, ancora al “Franco Fanuzzi” di Brindisi (in casa, ma di fatto in trasferta) il prossimo campionato.

 

 

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