Speciale Riti della Santa Pasqua francavillese – il Mercoledì: i piatti, l’asta, gli oli sacri – PUNTATA 5

asta misteri 2015

“Ccè tti piaci lu piattu mia?”: è il gran giorno, finalmente i piatti possono essere portati tra le strade, fare il giro delle case, sfilare tra gli sguardi dei passanti, degli amici e dei conoscenti.
Sarà una lunga mattinata di domande cantilenate come solo i bambini francavillesi sanno fare, prima di arrivare a destinazione, in chiesa
La realizzazione di un “piatto” non è un affare da poco, ma richiede una precisa sequenza di gesti e tempi, che comincia con la semina del grano fatto germogliare al buio durante il periodo di Quaresima.
«Il grano sta a riposo in silenzio durante la Quaresima», ci racconta Simone, il nostro lettore di origini francavillesi attualmente residente all’estero, «e lo stesso silenzio lo ritrovo qui in Svezia dove, la nostra Settimana Santa, si traduce proprio come Settimana del silenzio. Se si può, durante il mercoledì santo qui si smette anche di lavorare non fare troppo rumore, le campane devono rimanere immobili e c’è un’abitudine davvero strana: gli anziani evitano di fare azioni con movimento rotatorio. Secondo la credenza popolare, infatti, tutto ciò che ruota provoca maggior sofferenza a Cristo». Quel “riposo” è necessario: bisogna fermarsi a riflettere sul giorno della tristezza, causata dal tradimento inferto a Gesù, per soli trenta denari, da uno dei suoi apostoli. È un punto di rottura, è il buio che cala deludendo ogni speranza. È il simbolo di una rinascita che necessariamente deve passare da una dolorosa morte, ma che porterà presto ad una nuova pace, di cui i nostri bambini, con i loro piatti, si fanno messaggeri. Il simbolo dalla resurrezione di Cristo si associa all’esplosione della natura in primavera. Domani ritroveremo i piatti esposti nei vari Sepolcri che in questo momento sono in fase di ultimazione. Fervono dunque i preparativi in chiesa, nelle case, e, intanto, calata la sera, nel salone della chiesta di Santa Chiara avverrà, secondo tradizione, l’aggiudicazione delle statue da portare in processione durante i Misteri. Ad accompagnare questi momenti vi è la luce di una candela, che segna, con l’accensione, l’inizio dell’asta, e con lo spegnimento la fine. «Mio nonno raccontava che, in origine, le offerte per l’asta potevano essere presentate dal momento in cui la candela veniva accesa fino al momento in cui questa non si fosse consumata e quindi spenta. Era un modo per misurare il tempo trascorso, e, senz’altro, era carico di significato» ci dice ancora Simone. Ad Oria, intanto, il Vescovo sta consacrando gli oli sacri. Un’altra mostra è visitabile a partire da oggi fino al Sabato Santo, la “Settimana Santa in Mostra”, un’esposizione fotografica di Vito Carriere e Gianfranco Corvino, presso i locali di “PICREA”, in via San Francesco 211. Vi è possibile recarsi la mattina, dalle 9.30 alle 12.30, o il pomeriggio dalle 17.30 alle 20.30.

Carica di pathos la chiusura di questa giornata, segnata, alle ore 19.30, dalla “Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco”. Nella parrocchia dello Spirito Santo gli attori del gruppo teatrale del Centro Culturale “Rosa Tardio” metteranno in scena una suggestiva lettura dialogata della passione con canti di Sant’Antonio Maria de Liguori e uno splendido monologo del dolore di Maria tratto da “La passione di Cristo” di Frate Antonio da Bitonto. Ad impreziosire la serata, l’intervento della Corale di Francavilla, con la direzione del maestro Mimmo Romano, che eseguirà quattro stazioni della “Via Crucis” di Padre Serafino Marinosci. La guida all’ascolto è affidata al prof. Domenico Camarda.
Questa notte l’aria si farà più pesante, l’attesa sta finendo e domani, carichi di adrenalina, entreremo nel vivo della Settimana Santa, gioiello della tradizione. Chi lo volesse, può consultare la pagina istituzionale “La Settimana Santa di Francavilla Fontana”, creata quest’anno dal Comune per costanti aggiornamenti e approfondimenti sui riti che fanno la nostra storia di francavillesi.

Ilaria Altavilla

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