Tentano di estorcere condizioni salariali migliori per le rispettive mogli: arrestati due fratelli


Secondo gli investigatori, coi quali hanno concordato pm e gip, hanno tentato di estorcere all’impresa appaltatrice del servizio pulizie per conto del Comune l’assunzione delle rispettive mogli condizioni contrattuali migliori rispetto a quelle dei colleghi: per raggiungere lo scopo hanno adottato condotte violente e minacciose nei riguardi del referente aziendale che però, a un certo punto, ha raccontato tutto ai carabinieri. E, infatti, quest’oggi i militari della Compagnia di Fasano hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del 61enne Luciano e del 50enne Cosimo Ancora, fratelli fasanesi, indagati per tentata estorsione in concorso. Il secondo è anche accusato di detenzione e porto in luogo pubblico di una pistola.I fatti sono strettamente correlati a una gara d’appalto per il servizio pulizie comunali datata 24 gennaio 2019, gara d’appalto che è stata vinta da un’impresa diversa rispetto a quella del quinquennio precedente. Il nuovo contratto è stato caratterizzato da tagli economici e di conseguenza delle ore lavorative di circa il 30 per cento rispetto al precedente. Una riduzione che ha comportato, per forza di cose, una riduzione dei salari. E proprio questa riduzione salariale non sarebbe andata giù ai fratelli Ancona, i quali avrebbero esercitato pressioni sul referente dell’impresa affinché le rispettive mogli non solo fossero assunte, ma anche affinché esse mantenessero il precedente trattamento: non un’ora, non un euro in meno.

Così, quando è giunto il momento di firmare i nuovi contratti, i fratelli Ancona hanno accompagnato le mogli, fatto presente che loro non avrebbero firmato il nuovo contratto e chiesto, con tono e modi minacciosi, di parlare direttamente con il titolare dell’azienda.

Nella circostanza – sempre stando a quanto riportato dagli investigatori dell’Arma – Luciano Ancona ha riferito al referente aziendale frasi del tipo: «Digli a (…) che vengo fino a Caserta a prenderlo e gli faccio male…”. Ciò, mentre il fratello Cosimo ha spavaldamente mostrato all’interlocutore, per intimidirlo, una piccola pistola che aveva nella tasca del giubbotto.

Così, dopo le formalità, i due germani sono stati condotti nel carcere di Brindisi.

 

 

 

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