Enfiteusi “perpetua”, il caso in parlamento: presentata interrogazione alla Camera

L’onorevole Cirielli

La delicata questione della cosiddetta enfiteusi perpetua è al centro di un’interrogazione parlamentare presentata nei giorni scorsi dal deputato di Fratelli d’Italia (e questore della Camera) Edmondo Cirielli su interessamento del consigliere comunale di minoranza a Oria Francescantonio Conte.

Il consigliere comunale Ciccio Conte

Si ricorderà come, di recente, si sia tornati a parlare prepotentemente di questo istituto giuridico piuttosto obsoleto ma ancora esistente e potenzialmente dannoso per una cospicua parte della popolazione del Brindisino. Non a caso, diversi Consiglio comunali (San Michele Salentino, Latiano, Villa Castelli, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Oria) hanno deliberato per interessare della problematica il governo centrale e, appunto, il parlamento.

L’enfiteusi è un diritto reale disciplinato dal codice civile (libro III, titolo IV, articoli 957 e seguenti) che consente al titolare dello stesso (enfiteuta) di disporre di pieni poteri su di un un fondo di proprietà di un altro soggetto (concedente) con l’obbligo di migliorarlo pagando un canone annuo in denaro o in prodotti alimentare al concedente.

«L’istituto – scrive tra le altre cose Cirielli – che prima e durante l’età medievale veniva fortemente applicato data la configurazione sociale, economica e territoriale della Nazione, risulterebbe, ad oggi, essere sorpassato in considerazione dell’evoluzione del contesto storico delle pratiche economico-sociali;

nel corso dei decenni, in relazione ai contratti di enfiteusi, si sarebbe verificato un reciproco inadempimento da parte di enfiteuta e concedente (molto spesso di tratta di ex latifondisti, enti pubblici/territoriali o enti ecclesiastici) concretizzatosi nella mancata riscossione da parte del concedente dei canoni nei confronti dell’enfiteuta, presupposto che, per di più, avrebbe spinto quest’ultimo a ritenersi di fatto il vero proprietario del bene;

da fonti giornalistiche si apprende che, nell’ultimo periodo, molti concedenti, rimasti inerti per svariati anni, starebbero attivando tutte le necessarie procedure per richiedere i precedenti canoni non riscossi agli odierni possessori degli immobili, molto spesso anche ignari dell’esistenza del suddetto gravame. Per di più, si tratterebbe di ingenti somme di denaro, richieste a titolo di enfiteusi perpetua non soggetta a prescrizione, che farebbe venir meno la possibilità per l’enfiteuta di aver, nel corso degli anni, usucapito il bene immobile».

Se così davvero fosse, ne risentirebbe anche il mercato immobiliare – già in condizioni critiche – di un’ampia porzione di territorio, soprattutto al Sud Italia.

Di qui le prese di posizione dei Consigli comunali di cui sopra, che auspicano un intervento del governo per abolire l’ormai desueto istituto o disporre un’affrancazione equa e non penalizzante per gli odierni possessori dei fondi.

L’onorevole Cirielli, dunque, chiede ai ministri della Giustizia e delle Politiche agricole, alimentari e forestali se siano a conoscenza dei fatti e, considerata la gravità degli stessi, quali iniziative, anche a carattere normativo, intendano assumere per risolvere le difficoltà riscontrate in relazione ai contratti di enfiteusi ormai obsoleti e in disuso.

 

 

 

 

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