Rione Castello ancora in difficoltà, di nuovo a rischio la partecipazio al Torneo

Di questo passo rischia di diventare una questione più storica che annosa: il Torneo (oggi Palio di Oria) rischia nuovamente di doversi privare di uno dei suoi quattro rioni, il Castello, per gli ormai soliti motivi.

Si parla da tempo di ridefinizione dei confini rionali, ma la questione rimane sempre lettera morta. Trascorrono gli anni e si susseguono le Amministrazioni comunali, eppure nulla cambia. Il Rione Castello sta attraversando un periodo difficile: senza capitano da mesi, non dispone di adeguati mezzi finanziari e di uomini in grado di onorare l’impegno della giostra medioevale agostana, di cui in passato è pure stato grandissimo protagonista.

Nel borgo antico oritano (quartier generale del Rione Castello) risiedono ormai pochissime persone – tra le 500 e le 700 – perlopiù in età avanzata. I giovani si sono spostati in periferia o se ne sono addirittura andati da Oria: nord ed estero le mete predilette, come accade un po’ ovunque al Mezzogiorno.

Sta di fatto che, a parte i veterani, perlopiù ormai ex atleti per ragioni anagrafiche, il Rione Castello in pochi lo sentono e vivono come proprio rispetto agli altri tre (Judea, Lama, San Basilio).

Entro gli attuali confini rionali rossoblu, infatti, non vi sono neanche aziende, insistono poche attività commerciali, non c’è insomma né chi finanzi né chi metta la forza lavoro, soprattutto ormai non ci sono quasi più ragazzi in grado di contendere il palio agli avversari delle altre “contrade”. Come si risolve il problema?

La soluzione non è semplice, ma in qualche modo si dovrebbe pur fare. Un’idea è quella di donare al Castello una o più parti del territorio altrui. L’ideale sarebbe di togliere qualcosina a tutti gli altri per tentare di rivitalizzare, con spirito solidale e mutualistico, il “cugino” in difficoltà.

E, posta così, la cosa sembra persino banalmente risolvibile. Nella pratica non lo è affatto, perché poi subentrano questioni inerenti rivalità agonistiche e antopatie personali, spirito d’appartenenza dei cittadini e altre piccole eppur fondamentali questioni su base prettamente localistica.

Questioni, amministrative e spicciole, persino burocratiche, che potrebbero finire per menomare, di fatto, un evento turistico e scenografico a sfondo storico che da 52 anni a questa parte caratterizza, impreziosendoli, i programmi estivi oritani.

Dopo il sacrificio last minute dell’anno passato – nonostante il rischio di far brutta figura sul campo – stavolta il Castello potrebbe davvero poter gettare la spugna e non partecipare. Resta pochissimo tempo per scongiurare questo rischio.

Se si riuscisse a comprendere che il Corteo-Torneo (o Palio che dir si voglia) dovrebbe rappresentare un qualcosa di bello da offrire principalmente all’esterno in chiave turistica e non uno sfogo per questioni inutilmente intracampanilistiche, il problema lo si potrebbe persino risolvere in mezza giornata.

E, invece, finora di anni non ne sono bastati una decina. Di Amministrazioni, comprese quelle commissariali, ben cinque…

Lo salviamo tutti insieme ‘sto Rione Castello o no?

 

 

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