Caso Elena Del Pozzo uccisa da sua madre. La riflessione: quando i figli diventano di nessuno

Beato te che sei cane e genitori non hai,
beato te che sei figlio e coi genitori non stai,
beato te che sei cane e sentimenti non hai,
beato te che sei cane e ragionamenti non fai,
beato te che sei cane e la volontà di altri seguirai,
beato te che sei cane e delle scarpe di vetro regalate
dal papà niente te ne fai.

[I figli di Medea di Per Lysander e Suzanne Osten]


di Maria Patisso

Secondo una convenzione del teatro tragico greco, i fatti di sangue non avvenivano in scena. Non fa eccezione l’assassinio dei figli di Medea, che la madre uccide in casa, mentre il coro e gli spettatori ne ascoltano le ultime disperate invocazioni d’aiuto che vengono dall’interno del palazzo.

Rappresentare un delitto talmente inaudito è impensabile, immaginarlo consumato in queste ore praticamente impossibile.

La cronaca di questi giorni ci sbatte in faccia con tutta la sua crudeltà un avvenimento, non l’unico purtroppo, consumatosi a Mascalucia, comune della città metropolitana di Catania, da oggi sulle pagine di tutti i giornali per l’omicidio della piccola Elena Del Pozzo da parte della madre Martina Patti, rea confessa, che ne ha fatto ritrovare il cadavere.

Le vittime e i carnefici dei nostri tempi sempre più spesso si trovano tra le mura domestiche e quando e ci si imbatte in un sentimento, quello più abietto, di odio dei genitori nei confronti dei figli il mondo e l’universo tutto cessano di esistere.

Non ci addentreremo nella cronaca nuda e cruda ma ci soffermeremo per un momento su una riflessione, amara e triste, finché il fatto di cronaca non si perderà nelle migliaia di altri eventi orribili da cui siamo bombardati ogni giorno. Se c’è un limite a tutto, mai come in questo caso, il limite in questo caso è stato oltremodo superato, avendo toccato il fondo e raschiatolo, senza possibilità di risalita.

Gli episodi di figlicidio richiamano sempre enorme attenzione e costringono a porsi molte domande, assistiamo impotenti e sempre più frequentemente a “mattanze” quotidiane, a storie di figli che uccidono i genitori, di madri che uccidono i propri figli, di mariti che uccidono le mogli e viceversa.

Se tragedie del genere non servono nemmeno da esempio per prevenire quelle successive, il risultato è la percezione di una realtà frammentata, disorganica, illogica, inspiegabile, in cui i ruoli nella famiglia cambiano in continuazione, ma soprattutto cambia il posto che ognuno crede di avere al mondo. Con gli occhi dei bambini, il mondo dei grandi diventa ostile e ogni tipo di apertura affettiva verso di esso viene ricambiato con un luttuoso tradimento. 

Titolo Slide 1
Lorem ipsum dolor sit amet consectetur adipiscing elit dolor
Clicca qui
Titolo Slide 2
Lorem ipsum dolor sit amet consectetur adipiscing elit dolor
Clicca qui
Titolo Slide 3
Lorem ipsum dolor sit amet consectetur adipiscing elit dolor
Clicca qui
Previous slide
Next slide

Carabinieri tra i banchi per parlare di legalità

Nei giorni scorsi, i carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno incontrato tutte le classi dell’Istituto Alberghiero “Cataldo Agostinelli” di Ceglie Messapica (BR).

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com