Lo Strillone di parte? E soprattutto di quale parte? Solo qualche precisazione inutile ma necessaria

di Eliseo Zanzarelli

Lo Strillone News ha ormai un’esperienza più che decennale e si sostiene grazie alla pubblicità, fatturata regolarmente, senza (quasi) mai attingere a fondi pubblici.
Può sembrare banale, ma non lo è così tanto.

Se un Comune o un altro ente pubblico chiede alla società editrice dello Strillone dello spazio pubblicitario, la stessa società editrice fa il prezzo ed eventualmente emette fattura e incassa il compenso tramite split-payment (con ritenuta dell’IVA alla fonte, come per legge). È capitato di rado, ma è capitato.

In questi anni – e sono ormai più di 11 – Lo Strillone non è mai stato di parte, nel senso politico dell’accezione, ma ha cercato sempre di schierarsi dalla parte dei cittadini, anche con segnalazioni e roba varia.

Ok, premessa finita

Lo svolgimento del “tema” e le conclusioni sono le più semplici possibili e sotto gli occhi di tutti. Lo Strillone non simpatizza per destra o sinistra, per Tizio, Caio o Sempronio. Lo sanno bene i sindaci e gli ex amministratori alternatisi in questi anni alla guida di Comuni e altri enti locali.

Spazio a tutti

Si dà spazio a tutti, nei limiti della decenza e dell’interesse pubblico o dell’utilità delle segnalazioni, sia sul sito Web, sia sui social network, anch’essi gestiti con taglio giornalistico persino sulle curiosità.

Non è benché minimo interesse della direzione e della redazione prendere posizione, né quando si trattano argomenti politici né quando si tratta di cronaca. Poi le scelte editoriali sono sempre opinabili e in questa sede non vige la censura, quindi ognuno è legittimato a criticarle nei limiti dell’educazione (altrimenti, non vi sono risposte ma semplicemente “ban”, blocchi) e dell’attinenza al tema eventualmente contestato.

Nessun amico, nessun nemico

“Eh, ma quello è amico/nemico di quello; quello è amico di quell’altro”. No.

Lo Strillone si attiene pedissequamente ai principi di verità (o veridicità), continenza e pertinenza delle informazioni – politiche e non solo – e si sforza di rispettare ogni diritto, pubblico e individuale o interesse legittimo. Persino pubblicare le facezie richiede uno sforzo deontologico, figurarsi i casi di cronaca più eclatanti nei quali si menzionano personalità, che per loro stessa scelta, hanno deciso di esporsi al giudizio dell’opinione pubblica, quindi anche giornalistica.

Critiche, illazioni, insulti

È bene precisare un altro aspetto: rispondiamo volentieri per i contenuti da questa testata pubblicati, ma non dei commenti o delle illazioni sui social, come da costante e consolidato orientamento della giurisprudenza.

Vicini a tutti, morbidi mai: democrazia nei fatti

Non siamo lontani da alcuno, ma vicini a tutti. Non c’insultate, giacché ogni giorno e con fatica cerchiamo di raccontarvi fatti, scenari e cose, cosette varie di grande o piccola importanza. Sempre in buona fede, sempre in maniera indipendente, sempre gratis. Non dimenticate che l’informazione, specie se gratuita per i fruitori, è un baluardo della democrazia, come sancito dalla stessa nostra Costituzione. Non chiediamo di apprezzare il nostro sforzo né di condividerlo, ma quantomeno di comprenderlo.

Solo una domanda

E infine sarebbe sufficiente farsi una domanda: perché Lo Strillone e altre testate sopravvivono negli anni anche ad attacchi, a volte beceri e strumentali, persino in via giudiziaria? Perché, forse, l’onestà intellettuale, alla fine, ripaga dei sacrifici che quotidianamente si fanno per cercare un equilibrio che per sua stessa definizione non potrebbe essere che instabile.

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