L’Autorità anticorruzione s’interessa al palasport e chiede lumi al Comune sulla procedura seguita

di Eliseo Zanzarelli

Sono delle scorse ore le polemiche, squisitamente politiche, sulla “cacciata” del professore Luigi Camarda da quello che era stato indicato non molti mesi fa come il suo palazzetto dello sport dopo tanti anni d’impegno e d’attesa. Gli uffici comunali hanno chiesto a Camarda di consegnare quanto prima le chiavi della struttura che, nel frattempo, è stata assegnata in gestione a una società sportiva diversa da quella storicamente rappresentata dal prof Camarda.

Nel frattempo, a quanto si apprende, era stata interessata del caso e dell’assegnazione nientemeno che l’Anac, ossia l’Autorità nazionale anticorruzione, che al caso si è interessata eccome e, anzi, ha scritto al Comune per chiedere chiarimenti in merito alla procedura amministrativa seguita. 

Vi è un’istruttoria finalizzata ad analizzare le eventuali irregolarità segnalate dall’autore dell’esposto, ossia un esponente di una delle società che si ritengono ingiustamente penalizzate dal bando promosso dall’Amministrazione comunale, per il tramite degli uffici pubblici.

Qualche irregolarità, tra quelle segnalate, sarebbe già emersa, ma ovviamente l’Anac vuole approfondire e vederci più chiaro. Ragion per cui ha inviato una nota alle autorità che nel tempo si sono occupate del caso, compreso il sindaco Antonello Denuzzo. 

In particolare, gli aspetti contestati dal ricorrente all’Anac da chiarire sono i seguenti: non sarebbero state indicate le esatte caratteristiche che il gestore deve possedere; non sarebbero state acquisite garanzie di adeguato valore. Si lamenta poi un “contratto di concessione fortemente sbilanciato in favore del gestore privato, che resterebbe esonerato da rischi di gestione”. 

Perciò Anac chiede al Comune “di produrre una relazione dettagliata contenente chiarimenti e controdeduzioni in ordine a ciascuna delle questioni sopra evidenziate, producendo altresì ogni documentazione a sostegno di quanto sarà dichiarato”. 

L’istruttoria dell’Anticorruzione si dovrà concludere entro 180 giorni dall’invio della comunicazione al Comune. 

Non è chiaro ed è in fase di approfondimento che tutto sia andato liscio come, giustamente, dichiarato finora dall’Amministrazione in carica. Eppure è montato sia un caso politico, sia un caso potenzialmente giudiziario. Intanto, sono stati assegnati dei termini ben precisi per fornire dei chiarimenti, ovviamente fondati sugli atti e non sulle divergenze politiche.

Divergenze politiche che nelle scorse ore hanno interessato, per esempio, il consigliere regionale e comunale Maurizio Bruno e il presidente del Consiglio comunale di Francavilla Fontana Domenico Attanasi.

Secondo il primo l’aver sfrattato dal “suo” palazzetto il professor Camarda è stato un oltraggio, per il secondo si è semplicemente trattato di un atto dovuto per mano degli uffici, obbligati a chiedere sgombero e chiavi di un bene di proprietà pubblica. In realtà, al di là di ogni questione pratica, a Francavilla Fontana è cominciata da qualche tempo la campagna elettorale in vista delle amministrative del prossimo anno, quindi ogni occasione è perfetta per imbastire uno scontro e la questione palazzetto – perlomeno nella gestione politica esterna allo stesso – sembra proprio una di esse.

D’altra parte, quella del palasport è una questione “maledetta” nella Città degli Imperiali: prima non si riusciva a costruire mai; ora, pronto e operativo, ecco altri problemi. Quando si dice che a volte sport e politica s’intrecciano e quasi intersecano.

Nel mentre, il professor Camarda, padre indiscusso del basket francavillese, non si espone e osserva da signore qual è sempre stato. Non vuol dire nulla, semplicemente osserva i suoi nuovi allievi crescere e i canestri gonfiarsi. Il suo spirito resta giovanile, l’esperienza è immensa e a lui la politica nemmeno interessa.

Educazione e pallacanestro: sono questi i suoi unici dogmi. Non gl’importano centrodestra o centrosinistra, vuole solo il suo habitat naturale e il palazzetto lo è finalmente stato, lo è e molto probabilmente lo sarà. Così, a prescindere da ogni altra bega di quartiere. 

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