Verso le amministrative 2023: Andrisano si chiama fuori, Bruno non scioglie la riserva ma sogna un centrosinistra unito

di Eliseo Zanzarelli

Nel 2018, il 2023 sembrava lontanissimo e invece eccolo qui. Le elezioni amministrative per il rinnovo o la riconferma dei massimi organi politico-amministrativi comunali di Francavilla Fontana si possono dire ormai quasi alle porte. Al di là delle apparenze, anche durante questo periodo festivo che ormai volge definitivamente al termine, d’incontri e briefing strategici ce ne sono stati – eccome – tanto nel centrodestra quanto nel centrosinistra.

Si sa da tempo ed è nell’ordine naturale delle cose come il sindaco Antonello Denuzzo intenda riproporsi alla cittadinanza per il bis. Non sono invece ancora noti i nominativi dei suoi sfidanti né, tantomeno, il campo largo o ristretto delle coalizioni che si contenderanno il “trono” di Castello Imperiali.

Qualcosa, però, trapela dalle segrete stanze di partiti e movimenti civici. Intanto, salvo colpi di scena, il capogruppo di Forza Italia Antonio Andrisano non sarà della partita: forse sarà candidato a consigliere, ma non a sindaco. Ha spiegato di essere troppo oberato dalla professione di avvocato e di non poter contemporaneamente assumere un impegno così gravoso come quello di candidato sindaco e poi eventualmente di sindaco.

Sul tavolo delle possibili candidature resta in piedi anche quella del consigliere regionale in quota Partito democratico Maurizio Bruno: non ha ancora sciolto la riserva, ma è anch’egli al lavoro per cercare una soluzione ideale sia per la sua “casa” politica, sia per contrastare il ritorno in auge di un centrodestra che qui non amministra proprio da quando fu proprio Bruno nel 2014 a spezzarne l’egemonia.

L’ex primo cittadino, acerrimo avversario di Denuzzo nel 2018, sogna un centrosinistra unito anche se non dà per scontato che il candidato sindaco unitario debba necessariamente essere quello uscente ma, piuttosto, una figura che riesca ad accontentare o perlomeno a non scontentare tutte le anime che albergano nell’area moderata e progressista. Di lavoro da fare, in questo senso, ce ne sarà parecchio e non è detto che un domani si giunga a un compromesso.

Azione Francavilla, per bocca dei suoi principali rappresentanti sul territorio, Raffaele Pappadà e Fabio Zecchino, ha ribadito il sostegno a Denuzzo ma anche chiesto la convocazione di un tavolo permanente delle trattative nel centrosinistra in seno al quale discutere di nominativi ma soprattutto di progettualità.

Da sinistra: Raffaele Pappadà, Carlo Calenda e Fabio Zecchino

Il centrodestra, dopo l’uscita di scena di Luigi Galiano per via delle vicende extra-politiche che lo riguardano, sembra fermo al palo e quasi in una posizione attendista rispetto alla controparte. Circolano dei nomi e delle ipotesi di alleanze ma in qui nulla di certo. Si mormora insistentemente della potenziale candidatura di un noto imprenditore ritenuto già forte di una consistente forza elettorale e sostanzialmente non sgradito nell’ambiente.

Circolano poi dei nomi, per così dire, più istituzionali: quelli di Adriana Balestra, capogruppo della Lega in Consigio, di Anna Ferreri e di Michele Iaia, rispettivamente consigliera comunale e segretario cittadino di Fratelli d’Italia.

Il quadro, insomma, è più che mai ancora fluido e di acqua sotto i ponti, fino al prossimo giugno, dovrà ancora passarne parecchia. Chissà se questo 2023 porterà a Francavilla Fontana un nuovo sindaco o se invece Denuzzo raddoppierà quel mandato conquistato cinque anni or sono. Il gioco degli incastri è comunque già cominciato e non certo da ora…

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