Dal 2024 sindaci, vice, assessori, presidenti e consiglieri guadagnano di più: ecco quanto comune per comune

L’amministrazione della cosa pubblica comporta responsabilità, ma in particolare da quest’anno anche gratificazioni economiche niente male: sindaci, vice sindaci, assessori, presidenti del Consiglio comunale e consiglieri comunali guadagnano molto più che in passato indipendentemente dal comune nel quale si sia eletti.

Gli aumenti – introdotti a fine 2021 con la legge di bilancio 2022 (pluriennale 2022-2024) e parametrati ai trattamenti economici dei presidenti di Regione – riguardano proprio tutti gli amministratori locali e sono man mano più corposi quanto maggiore è il numero degli amministrati.

In tutt’Italia, per esempio, i primi cittadini metropolitani prenderanno quanto il presidente della loro Regione (100 per cento), ma non scherzano neppure i loro colleghi dei comuni capoluogo di regione e provincia con popolazione fino a 100mila abitanti (80 per cento dell’indennità del governatore) e, a scendere, quelli di comuni con popolazione fino a 100mila abitanti (70 per cento), superiore a 50mila abitanti (45 per cento), da 30.001 a 50mila abitanti (35 per cento), da 10.001 a 30mila abitanti (30 per cento), da 5.001 a 10mila abitanti (29 per cento), da 3.001 a 5mila abitanti (2 per cento), fino a 3.000 abitanti (16 per cento). Sulla scorta di questi incrementi sono calcolati percentualmente anche quelli di vice sindaci, assessori, presidenti del Consiglio comunale e consiglieri comunali.

Le indennità, a dire il vero, sono cominciate a crescere negli anni 2022 e 2023 quando hanno potuto toccare – ove deliberate senza nuocere ai conti pubblici – rispettivamente il 45 per cento e il 60 per cento degli aumenti definitivi di cui sopra.

Per rendere l’idea, il sindaco di Bari (unica città metropolitana della Puglia) da quest’anno può percepire 13.800 euro al mese – quanto il presidente della Regione – mentre nel 2022 ne ha intascati 10.070,25 e lo scorso anno 11.629,97.

Se si prende in considerazione la provincia di Brindisi, basandosi sui dati del censimento 2021 (aggiornati al primo gennaio 2023), i calcoli sono presto fatti. Tanto per cominciare, tra i 20 comuni del Brindisino non ce ne sono inferiori ai 3mila abitanti né superiori ai 100mila.

Il centro più piccolo è Torchiarolo coi suoi 5.274 residenti. Qui, fino al 2021, il sindaco percepiva 2.509,98 euro lordi, mentre da quest’anno Elio Ciccarese ne prende 4.002. La sua vice Michela Tommasi porta a casa invece 2.001 euro, gli altri assessori 1.800,90 euro. Discorso identico e stesse cifre per San Michele Salentino (6.089 residenti), Cellino San Marco (6.097 residenti), San Donaci (6.184), Erchie (8.231), Villa Castelli (9.067), San Pancrazio Salentino (9.305).

Le somme cominciano a salire per quanto concerne Torre Santa Susanna (10.138 residenti) dove il sindaco Michele Saccomanno passa dai 2.788,87 euro 2021 ai 4.140 di oggi e il suo vice Nicola Tieni dai 1.533,88 di tre anni fa ai 2.277 euro di oggi. Gli altri assessori percepiscono 1.863 euro.
Stessi trattamenti economici per sindaci, vice e assessori di: Cisternino (11.159 residenti), San Pietro Vernotico (13.028), Latiano (13.589), Oria (14.530), Carovigno (16.964), San Vito dei Normanni (18.112), Ceglie Messapica (18.701), Mesagne (26.179).

Sopra i 30mila abitanti scatta un terzo scaglione e così i sindaci di Ostuni (30.171 residenti) Angelo Pomes, Francavilla Fontana (35.006) Antonello Denuzzo, Fasano (38.815) Francesco Zaccaria percepiscono mensilmente 4.830 euro. Per i loro vice, rispettivamente, Giuseppe Tanzarella, Domenico Attanasi e Luana Amati, invece, 2.656,50 euro. Il resto della Giunta prende 2.173,50 euro al mese.

Il centro più popoloso è non a caso il capoluogo coi suoi 83.317 abitanti che consentono a Pino Marchionna di essere il “paperone” tra i sindaci del comprensorio coi suoi 9.960 euro al mese. Il suo predecessore Riccardo Rossi, nel 2021 prendeva 4.508,67 euro. Il vice di Marchionna, Massimiliano Oggiano, mensilmente mette in tasca il netto di 7.245 euro. I loro colleghi di Giunta devono “accontentarsi” di 5.796 euro.

I presidenti dei Consigli comunali prendono 400,20 euro nei comuni da 5.001 a 15mila abitanti; 1.836 euro nei comuni da 15.001 a 30mila abitanti; 2.173,50 euro nei comuni da 30.001 a 50mila abitanti; il presidente del Consiglio comunale di Brindisi, Gabriele Antonino, percepisce 5.796 euro.

Cambiano, anche qui all’insù, i compensi mensili massimi per i semplici consiglieri comunali: nei comuni tra 5.001 e 10mila abitanti si passa da 627,49 del 2021 a 1.000,50 euro di oggi; nei comuni da 10.001 a 30mila abitanti si sale a un massimo di 1.035 euro al mese; nei comuni da 30.001 a 50mila abitanti il nuovo limite è di 1.207, 50 euro. Nei comuni da 50.001 a 100mila abitanti si sale a 1.552,50.

Per i consiglieri comunali si ragiona in gettoni di presenza e quindi le loro indennità sono variabili sulla base del numero di convocazioni delle assise. I gettoni salgono, ovviamente, in base alla popolazione: per la provincia di Brindisi, da un minimo di 16,27 euro a seduta a un massimo di 32,53.

Per concludere: se si è intraprendenti, credibili a anche un po’ fortunati, oggi più che mai buttarsi nell’agone politico locale conviene, eccome.

Eliseo Zanzarelli per Nuovo Quotidiano di Puglia

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